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CERCA PER ANNI

Ian Davenport

10/05/2016 - 23/07/2016

Lunedì / Sabato 10-13  15-19
Monday / Saturday 10-13  15-19
 
L’esposizione  è  accompagnata da un catalogo con testi di Pia Capelli e Sarah Shalgosky.
 
The exhibition  is  accompanied   by  a  catalog with texts by Pia Capelli and Sarah Shalgosky.

Artisti esposti:
IAN DAVENPORT

Ian Davenport, nato a Sidcup nel Kent nel 1966 e laureatosi nel 1988 al Goldsmiths College of Art di Londra, si è fatto subito notare tra i più promettenti dei cosiddetti YBAs, Young British Artists, e nel 1991 è stato l’artista più giovane mai nominato per il Turner Prize.
Sin dalla fine degli anni Ottanta, Davenport ha abbandonato una prima figurazione libera e gestuale per dedicarsi a una sperimentazione che ha la pittura stessa come mezzo e come oggetto della rappresentazione. Muovendosi tra diverse fasi stilistiche, ha messo a punto un modo di dipingere inconfondibile che gioca con la materia stessa.
Nei suoi quadri la vernice, le colature e il movimento del colore sono protagonisti assoluti, e si compongono in un ritmo visivo che alterna momenti di enorme libertà – con la materia gocciolata, lanciata, colata, versata sulla tela o su pannelli metallici – ad azioni di controllo estremo del disegno, attraverso l’utilizzo di siringhe e strumenti non convenzionali. 
Le opere in mostra:
Si parte da lavori della serie “Poured Lines” degli anni 2005-2008, tra cui due studi su carta raramente esposti al pubblico che sono serviti per l’enorme murale commissionato all’artista per il passaggio che si trova sotto al Southwark Bridge di Londra.
Si prosegue con opere del 2010-2011 del ciclo “Staggered Lines” in cui la pittura è, secondo Davenport ,“più frammentata”, e la composizione più libera: il colore invece di colare dall’alto pare risalire dal basso, e le strisce caratteristiche di tutto il suo lavoro si fanno più ampie.
A questi lavori si aggiungono dipinti recenti del 2013-2015, e alcuni inediti appena usciti dal suo studio: sono i “d’après” che Davenport dipinge “estraendo” le tavolozze di specifici dipinti di maestri dell’arte classica e moderna.
Per i più nuovi dei suoi “Puddle Paintings” (la serie di grande successo iniziata nel 2008) Davenport osserva e rielabora i colori usati da artisti come Carpaccio o Van Gogh, dominandoli in righe precise nella parte alta del dipinto, e lasciandoli invece fluire in pozzanghere mutevoli nella parte inferiore del pannello, dove la forza di gravità diventa strumento della sua pittura.

In occasione della mostra viene pubblicato un catalogo con un testo critico di Sarah Shalgosky e una conversazione tra Ian Davenport e Pia Capelli.
OPERE