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Fernando Botero

21/04/2015 - 18/07/2015

Lunedì / Sabato 10-13  15-19
Monday / Saturday 10-13  15-19

L’esposizione  è  accompagnata da un catalogo con testi di Luca Beatrice edito da Skira.

The exhibition  is  accompanied  by a catalog with texts by Luca Beatrice published by Skira.

MAIN SPONSOR:
UniCredit

Artisti esposti:
FERNANDO BOTERO

Dopo la personale del 2006 Fernando Botero torna a Milano, e alla Galleria Tega,  con una mostra che comprende un nucleo di Nature morte e una serie di dipinti realizzati negli ultimi vent’anni con i temi a lui più cari, dal Circo ai Nudi, dalla raffigurazione del potere a quella della famiglia, unitamente a un gruppo di opere su carta e di sculture in bronzo.
Nato a Medellin in Colombia, nel 1932, Botero è certamente uno degli artisti più famosi e popolari al mondo. La sua attività si divide in ben quattro studi – New York, Montecarlo, Pietrasanta e in Colombia - dove continua a produrre la sua inconfondibile pittura. Apolide eppure legato alla cultura della sua terra, Botero ha anticipato di diversi decenni l’attuale visione globale di un’arte senza più steccati né confini: lo si può leggere ed apprezzare in qualsiasi luogo e in qualsiasi tempo, se ne apprezza il continuo richiamo alla classicità in una visione assolutamente contemporanea che include nella riflessione la politica e la società.
Per questa sua mostra milanese, realizzata dalla Galleria Tega in Partnership con UniCredit, Botero si presenta in forma smagliante. Tra i quadri più spettacolari, oltre al gruppo di Nature morte inedite, troviamo The Family (2013), capolavoro di sintesi sia nella composizione dei quattro personaggi sia nel paesaggio sullo sfondo, con l’invenzione dell’albero che taglia in orizzontale l’equilibrio come accadeva in certe Marine di Carlo Carrà.  Se in The President (2003) riaffiora il tema del politico, la figura del dittatore che Botero ha utilizzato spesso come metafora dell’arroganza del potere e della scomparsa della libertà, e in Trainer and horse (2008) torna l’ambiente a lui caro del circo che lo ha reso così vicino ad alcune inquadrature del cinema di Federico Fellini, è nei nudi che ritroviamo, ancora una volta, la capacità di saper guardare un volume trovando nella deformità e nell’ipertrofia uno straordinario equilibrio. 

L’esposizione è accompagnata da un catalogo, edito da Skira, con due testi di Luca Beatrice, le immagini di tutte le opere in mostra e la riproduzione di una serie di oltre cento lavori, tra sculture oli e opere su carta, realizzati dall’artista dai primi anni Novanta ad oggi.
OPERE