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Riccardo Gusmaroli - In movimento

28/11/2011 - 13/02/2012

Artisti esposti:
RICCARDO GUSMAROLI

“Il viaggio non soltanto allarga la mente: le dà forma”, scrisse Bruce Chatwin in “Anatomia dell’irrequietezza”. Una citazione, questa, che è una sintesi efficace del significato delle opere di Riccardo Gusmaroli, le cui opere sono esposte dal 28 novembre negli spazi della Galleria Tega di Milano. La mostra “In movimento” offre un valore aggiunto alle tecniche miste dell’artista veronese, tecniche rivolte all’idea di un gioco smarrito con l’infanzia che chiama in causa spazi immaginari o carte geografiche debitamente rivisitate. 
Viene così ribadito il significato più profondo e più impalpabile del viaggio, che, per dirla con le parole di Guy de Maupassant, può essere inteso come una “specie di porta attraverso la quale si esce dalla realtà come per penetrare in una realtà inesplorata che sembra un sogno”. Come è stato scritto, Gusmaroli “ci consente di viaggiare senza fare un passo”. 
Ma, in questo caso specifico, il valore aggiunto dell’evento è dato anche dal fatto che c’è anche un viaggio reale: quello degli spazi della Galleria Tega che, alla fine di dicembre, abbandona la sede che ha ospitato le rassegne degli ultimi trentadue anni (la prestigiosa partenza nel 1979 fu nel nome di Giorgio de Chirico) per spostarsi di due portoni nella medesima via Senato, dove occuperà un ambiente del tutto simile a quello lasciato seppur confortato da un maggior respiro espositivo. 
“L’omaggio a Gusmaroli – scrive Luciano Caprile - compirà lo stesso breve tragitto e terminerà alla fine di gennaio la sua corsa espositiva sui nuovi muri che ricordano i vecchi muri a sovrapporre e a saldare il passato col presente. Dunque, un significativo segno di continuità.
A febbraio sarà invece Valerio Adami ad inaugurare ufficialmente i nuovi ambienti con una importante serie di lavori che, secondo la consuetudine del maestro bolognese, indagano il mito e l’intima filosofia dei comportamenti attraverso immagini che coniugano il perfetto disegno del racconto alla suggestione dei timbri che accendono e distillano l’emozione di chi osserva. Così la Galleria Tega può ripartire memore del proprio glorioso passato da proiettare in un rinnovabile futuro di stimolanti occasioni espositive.