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CERCA PER ANNI

Osvaldo Licini - I segni dell'angelo

25/09/2017 - 30/11/2017

Lunedì / Sabato 10-13  15-19
Monday / Saturday 10-13  15-19

L’esposizione  è  accompagnata da un catalogo curato da Walter Guadagnini.

The exhibition  is  accompanied   by  a  catalog edited by Walter Guadagnini.

 

Artisti esposti:
OSVALDO LICINI

Per omaggiare Osvaldo Licini nato a Monte Vidon Corrado nel 1894 e scomparso nel 1958, pochi mesi dopo aver ricevuto il Gran Premio Internazionale per la pittura alla Biennale di Venezia, la galleria ha costruito un percorso di circa quaranta opere, che dai quadri astratti degli anni Trenta giunge sino alle prove estreme, passando attraverso i cicli centrali della sua produzione come gli “olandesi volanti”, le “amalasunte” e gli “angeli ribelli”, realizzati a partire dagli anni Quaranta. 
Le opere in mostra provengono per la maggior parte da importanti collezioni private, raramente visibili, e permettono di seguire – anche attraverso un prezioso nucleo di opere su carta – l’evoluzione di un linguaggio unico per la capacità di concentrare in quadri di piccole dimensioni e con una strepitosa essenzialità di segni e colori un intero universo fantastico, che dall’amato paesaggio marchigiano giunge sino ai cieli abitati da lune, missili, angeli, vascelli fantasma. 
Profondamente radicato nella sua terra d’origine, da cui trae anche l’ispirazione leopardiana alla meditazione solitaria, Licini è stato non di meno capace di assorbire le forme più avanzate della cultura europea del suo tempo, in particolare le suggestioni formali di Modigliani e quelle teoriche del surrealismo, nonché il linguaggio astratto che lo ha portato negli anni Trenta a esporre alla Galleria del Milione di Milano, in una delle rarissime occasioni espositive della sua carriera. Astrazione e surrealismo comunque interpretati “a modo mio”, che nel dopoguerra divengono la radice di una figurazione fantastica inconfondibile e irriducibile a qualsiasi modello: “errante, erotico, eretico”, Licini ha inventato un mondo pittorico e lo ha popolato con i suoi personaggi. In mostra, ecco allora gli angeli con la coda, l’amalassunta fantastica, quella portafortuna, i serpenti, il Miracolo di San Marrr….co del 1951, i fondi gialli, rossi e blu che segnano uno dei vertici dell’uso del colore in chiave espressiva nell’arte europea degli anni Cinquanta. 
In particolare, si segnala un nucleo di opere che furono oggetto di studio da parte di Giorgio Magnoni, non solo grande appassionato dell’arte di Licini, ma anche esperto del suo stile al punto tale da rivedere alcune datazioni, capace di scoprire nessi inattesi ma illuminanti tra diverse opere di un pittore amatissimo dai suoi affezionati collezionisti, che raramente si privano dei suoi quadri o dei suoi disegni. 

La mostra, curata da Walter Guadagnini, è accompagnata da un catalogo contenente la riproduzione di circa settanta dipinti e una ventina di disegni, con testi del curatore e di Tecla Magnoni, che evidenzia l’importanza della pratica disegnativa nella ricerca di Licini attraverso una serie di carte esposte in questa occasione.  
OPERE